Il monaco che andò a casa a piedi

Metafore ardite, grandi segreti rimandati e una domanda che resta: cos'è il successo?

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Il monaco che andò a casa a piedi
Photo by Nicolas Solerieu / Unsplash

Dopo alcune settimane di digital detox, torno per chiudere con Robin Sharma.

"Il monaco che vendette la sua Ferrari" è un libro denso di metafore e di espedienti narrativi che ti guidano lungo un percorso che, come per le vacche nei mattatoi, non lascia scampo. La lacrimuccia scende. (Se invece scoppi in un pianto disperato, forse è il caso di farsi qualche domanda in più).

Il registro è mistico, pseudoscientifico e american-zen, ma accettato questo (e capisco che non è per tutti gli europei), puoi lasciarti andare alle emozioni.

«Saper separare nella vita il grasso dalla pancetta», è la mia frase preferita. Traduce per il popolo americano l'antico aforisma «separare il grano dal loglio». Sì, insomma, capire quali sono davvero le cose importanti e non lasciare che finiscano nel frullatore con lo scroll compulsivo, la lista della spesa, la scelta di quale serie in streaming vedere o le email di lavoro delle nove di sera.

Ma come kaizen se ne esce? Con la riflessione, con le domande. Oggi ho vissuto e agito in linea con i miei principi? Sì? No? No panic, niente cilicio.

Il consiglio che mi do quasi tutte le sere per il giorno dopo è: scegli cosa dire e cosa no. In una parola "taci". Luciano De Crescenzo ha detto «Ci vogliono due anni per imparare a parlare e cinquanta per imparare a tacere». Quando ci penso, vorrei quasi sempre non aver detto quella frase di troppo. Quando ci riesco, rivivo quel momento come se avessi schivato un proiettile. E mi sento così orgogliosa.

Alla fine del libro arriva forte un invito: semplificati la vita. Ma come? E il frullatore? Ecco, se fossi un guru la prima cosa che direi a me stessa è: osserva la tua vita per una settimana e poi separa il grasso dalla pancetta. Crea un vuoto. E come capisci se hai creato davvero un vuoto? Quando soffri. La mente davanti al vuoto va in crisi (l'ho capito durante le ferie).