Napoleon Napoleon
Napoleon Hill dichiara, nel libro "Think and Grow Rich", di aver studiato per metà della sua vita la Filosofia del Successo. Dall'alto della pagina 143, vi posso dire che quello che vedo fino ad ora è, in linea di principio, inattaccabile.
Non mi riferisco al capitolo sul come trovare un lavoro, perché da internet in poi, e da LinkedIn dopo, questo argomento ha cambiato campionato. Non cito nemmeno l'AI e le incredibili possibilità che offre (anche) in questo ambito. Diciamo che il valore di questo capitolo è "storico".
E neanche al capitolo sulla sublimazione del sesso da parte delle grandi figure maschili dei suoi tempi, perché sono una donna.
Il mondo, dicevamo, è molto cambiato da quel 1937 in cui Napoleon ha pubblicato il suo manifesto della Filosofia del Successo, ma alcuni principi restano assolutamente validi. Sulla forza delle affermazioni ho i miei dubbi, probabilmente culturali, ma avendo testato con rigorosità scientifica i suggerimenti del libro devo ammettere che smuovono qualcosa. Non nell'universo, ma in me. Dichiarare che sono una persona che vale in un determinato contesto, affermare a voce alta le mie aspirazioni o i miei desideri, li legittima. I pensieri sono cose, e se li affermo, se sento una voce che fa queste affermazioni e questa voce è la mia, beh, quasi quasi.. ci credo.
Anche su quella che definisce "alleanza di cervelli" ho delle perplessità, perché se non fossi una scimmia, direi di essere un orso. Quindi tutte le parole spese sull'importanza di confrontarsi e di allearsi con cervelli affini, nel mio caso, cadono nel vuoto. Quando non siamo pronti a interiorizzare un concetto, non importa quante pagine anche uno come Napoleon ci dedichi, non entra.
È sulla chiarezza di intenti, sull'utilizzo delle emozioni come combustibile per bruciare il desiderio e tradurlo in azioni concrete e costanti, nella redazione di un progetto strutturato e dettagliato, sull'importanza di iniziare subito e di bruciare metaforicamente (o no?) i ponti — beh questo, a mio avviso, è oro. Farà diventare tutti milionari? Maybe not. Però, se intendiamo il successo nella sua concezione più ampia e nello stesso tempo più intima, saremo tutti più ricchi. Impegnandoci in qualcosa, mettendoci la testa, ascoltandoci e dando credito alle nostre idee, forse non cambieremo il mondo ma possiamo cambiare noi stessi; nella misura in cui le nostre intenzioni ci saranno chiare e saremo in grado di creare un progetto strutturato per ottenerlo. E — rullo di tamburi — saremo in grado di accettarlo.
Alla sconfitta, anche se non lo ammettiamo, siamo tutti preparati, probabilmente da quando la prima volta che abbiamo cercato di camminare siamo caduti sulle nostre morbide chiappette avvolte nel pannolino. Magari non ricordiamo l'esatto momento in cui è accaduto ma è dentro di noi.
E qui arrivano le domande: ma se ci cadesse in testa la ricetta perfetta per realizzare noi stessi, la raccoglieremmo e proveremmo a cucinarla? Riusciremmo a riconoscerla? E se anche sapessimo che si tratta delle istruzioni che ci condurranno senza dubbio al successo, le seguiremmo? Siamo pronti ad avere successo? Siamo pronti a vedere i nostri sogni avverarsi? (Secondo me Napoleon alla fine risponde anche a questo con le 6 paure fondamentali, ma non ci sono ancora arrivata).